PMI: nel 2020 diventano fondamentali la sicurezza dei dispositivi e la formazione dei dipendenti

Il 2020 si preannuncia come un anno difficile sotto il profilo della sicurezza informatica: già si prevede un aumento dei ransomware e dei malware in generale per mirare ai dispositivi mobile. Da questo punto di vista non bisogna farsi ingannare dalle notizie che girano sulla stampa, dove si parla quasi esclusivamente di attacchi eclatanti contro grandi aziende. In realtà sono proprio le piccole e medie imprese quelle più esposte a questa tipologia di attacchi e la situazione si farà più urgente dato il dilagare dell’uso dei dispositivi mobile nelle aziende.

Una recente ricerca del Ponemon Insitute rende chiaro il problema, rivelando come il 66% delle PMI a livello globale ha subito un qualche tipo di attacco informatico nell’ultimo anno.

Formazione e messa in sicurezza dei dispositivi mobile dei dipendenti diventano quindi punti centrali nella programmazione della gestione delle risorse aziendali (i dati confermano infatti che, molto spesso, è il fattore umano – un dipendente che fa il clic sbagliato sulla email compromessa, a facilitare gli attacchi informatici). E’ la diffusione dello “smart working” che porta nuovi rischi alle PMI.

Sono sempre di più infatti, le PMI che scelgono di consentire ai propri dipendenti di lavorare da casa o in spazi di co-working, con dispositivi propri. Una ricerca IDC conferma la tendenza: il 60% delle PMI nel mondo adotterà nel corso di questo anno sistemi di supporto per professionisti in smart working. Di pari passo si cercherà di garantire l’uso di dispositivi BYOD (Bring Your Own Device – intendendo l’uso, da parte dei dipendenti, di dispositivi personali anche in ambito lavorativo), aprendo la strada alla necessità di garantire l’accesso remoto e sicuro ai sistemi aziendali. I vantaggi sono innegabili, ma parliamo di strumenti che sono anche “armi a doppio taglio”, che espongono a maggiori rischi sia i dati che le infrastrutture aziendali.

Ecco quali sono i fattori che rendono importante formazione del dipendente e protezione del dispositivo mobile: saper riconoscere un tentativo di phishing o un allegato compromesso trasmesso via email rende il dipendente la prima linea di difesa aziendale. Se a questa consapevolezza aggiungiamo dispositivi mobile solidamente protetti, la sicurezza informatica aziendale può registrare un miglioramento significativo. Qualche esempio: notebook dotati di funzionalità riconoscimento biometrico o di memorizzazione di credenziali su hardware rendono più difficili il furto di credenziali e, di conseguenza, l’accesso ai sistemi. Software di gestione da remoto dei dispositivi mobile consentono all’admin di gestire da remoto la sicurezza dei dispositivi e dei dati aziendali in esso presenti.

Ecco perchè qui a s-mart abbiamo deciso di creare la Divisione Mobile, garantendo strumenti di protezione dei dispositivi mobile aziendali e BYOD.

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