L’exploit kit RIG, vedovo di GandCrab, mette in distribuzione il nuovo ransomware Buran

Qualche tempo fa scrivemmo un articolo che dettagliava una delle accoppiate “vincenti” per il cyber crimine: l’unione cioè di exploit kit con i ransomware.

Per approfondire >> Exploit as a Service: perchè exploit kit e ransomware sono ormai coppia fissa

Parliamo, per capirsi, di cyber criminali spesso appartenenti a gruppi diversi che uniscono le proprie forze per diffondere malware e condividere i relativi guadagni: ecco quindi che chi affitta exploit kit come fosse un servizio, ricerca, per monetizzare la propia creazione, malware di vario genere da diffondere per guadagnare. Nella quasi totalità dei casi troviamo in diffusione trojan bancari o ransomware.

C’era da aspettarsi quindi di assistere, dopo l’annuncio di cessazione di attività di GandCrab, divenuto il ransomware di punta diffuso tramite diversi exploit kit, ad un generale riassestamento di tali “accordi” e collaborazioni.

L’exploit kit RIG
RIG più che essere un semplice exploit kit è una vera e propria piattaforma usata per diffondere malware di ogni genere. E’ infatti un exploit kit in affitto, noleggiabile nel dark web. Va “nascosto” entro una pagina web: al momento in cui una vittima viene attratta, con svariate tecniche, sulla pagina compromessa, questo Exploit verifica le informazioni inviate dal computer al sito web (ad esempio sistema operativo o versione del browser” per selezionare l’exploit più efficace su quel target e installare il malware prescelto da remoto.

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